Mariti e buoi dei Paesi altrui: cosa ne pensano le ragazze dell’acquisto di un ragazzo “fuoriporta”?

Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani. Già, dal 17 marzo 1861 l’Italia è un Paese unito, ma ne siamo proprio sicuri? Difficile dare una risposta. Però AdottaUnRagazzo.it, il social network di incontri on-line dove sono le donne a scegliere, ha voluto testare quanto, almeno nella scelta di un fidanzato, contano ancora luoghi comuni, campanilismi o rivalità geografiche. Ecco i risultati.

Firenze vs Bari

Parliamo di due città profondamente diverse. A Firenze ogni angolo parla di arte, cultura e nobiltà. Bari invece è un’esplosione di mare, buon cibo e allegria mediterranea.

Ma una ragazza cresciuta all’ombra di Santa Maria del Fiore potrebbe mai “adottare” un barese? Sì, basta che la si prenda per la gola. E dato che a Firenze le ragazze tengono molto a fare bella figura in famiglia sarà sufficiente che il prescelto arrivi in stazione con un bel pacco di prodotti tradizionali per festeggiare con tutto il parentado. Stiamo parlando dei taralli “di giù”, delle orecchiette, del liquorino fatto in casa “di giù”. Ma anche l’olio d’oliva “di giù” è molto apprezzato sulle rive dell’Arno. Tanto da far, per un momento, dimenticare la prelibatezza dell’olio toscano. Però il nostro ragazzo di Bari, nel momento in cui invita la “adottina” toscana per un weekend al mare, deve stare molto attento a un dettaglio che riguarda l’ambito familiare. Le ragazze di Firenze sono molto legate alla loro famiglia, normalmente discreta e di dimensioni contenute. Per farle riprendere il treno e non rivederla mai più basterà uno di quei pranzi domenicali con coinvolgimento di cugini fino al decimo grado di parentela, perché sennò di che famiglia parliamo?.

E se invece fosse una barese ad “adottare” un orfanello cresciuto sulle sponde dell’Arno?  Non è impossibile: le ragazze del capoluogo pugliese amano l’allegria. Per incantarle basta lasciare fluire il fiume di battute sempre in piena nella bocca dei fiorentini. Senza far troppo caso alla volgarità, perché quella parlata tutta aspirata rende tutto super divertente. Ma c’è un però: i ragazzi del capoluogo toscano alle 19:30 in punto fuggono a casa, abitudine del luogo e anche di fuso orario. Per una barese, le 19:30 sono le nuove 17:00. E si sta in giro. Non scherziamo!

Napoli vs Torino

È un po’ come dire Marte contro Venere. Ma davvero queste due città “regali” sono così inconciliabili? Inutile nascondersi dietro un dito: i Borbone con i Savoia sono poco compatibili. Ma, mai dire mai: Capuleti e Montecchi docent. E quindi per una ragazza “made in Naples” è sufficiente la parola “Juventus” per esorcizzare qualsiasi possibilità di contatto con un sabaudo. A meno che non si tratti di Luca Argentero: in quel caso l’ottimo DNA piemontese potrebbe appianare le “differenze di fede calcistica”. Le torinesi invece la mettono sul pragmatismo. Napoli è sul mare, la prima spiaggia raggiungibile per una “madamin” è ad almeno 200 Km. La montagna sarà anche bella, ma d’estate c’è bisogno di sole e salsedine. E quindi un invito in quel gioiello mediterraneo che è Napoli può abbattere molte barriere culturali. Attenzione però alla sensibilità musicale. Se a Napoli Gigi D’Alessio è un monumento nazionale, a Torino si viaggia con i Subsonica. Alle prime note della star neomelodica che escono dall’autoradio, la “madamin” potrebbe rispondere con un “sei tutti i miei sbagli” ben assestato per poi prendere il volo verso le montagne piemontesi.

Milano vs. Roma

Abbiamo lasciato per ultimo lo “scontro” tra Milano e Roma. Anche in questo caso parliamo di un duello titanico. Infatti, milanesi e romani sono tradizionalmente in guerra. Se da una parte Milano si sente la capitale economica e moderna del Paese, tra aperitivi in Corso Como ed eventi in Montenapoleone, dall’altra, Roma non solo è la capitale d’Italia ma si sente ed è la città dove è nata la civiltà occidentale. Non sono argomentazioni facili da superare. Infatti per avvicinare ragazze e ragazzi di queste due metropoli, più che di affinità si parla di “agenti ammorbidenti”.

Una meneghina potrebbe trarre vantaggio dal rapporto con un romano per capire che c’è vita oltre alla Zumba, che la pausa pranzo contiene la parola “pranzo” e non è quindi un panino, e che la velocità della camminata non deve essere per forza “olimpionica”. Al tempo stesso, le ragazze cresciute all’ombra della Madonnina sono alquanto indipendenti e, anche se con una certa discrezione, si sentono le protagoniste assolute. Ma, nella scala degli affetti di un romano, saranno sempre al terzo posto dopo la mamma e la Roma o la Lazio. Insomma, non sono sul piedistallo: e questo non è proprio accettabile.

Ribaltando la situazione, una ragazza capitolina potrebbe apprezzare il calvinismo milanese. Il ragazzo meneghino infatti lavora, lavora sempre, e se può, lavora ancora di più. Non certo per spirito di sacrificio ma per guadagnare sempre di più. Di conseguenza, lei può spendere senza troppi pensieri. E poi, vogliamo parlare di tutto il tempo che una ragazza romana potrebbe avere per le amiche e più in generale per gli affari suoi? Una prospettiva golosa. Però c’è un dettaglio da considerare e non è una cosetta da poco. Il “milanese” si sente fighissimo all’ennesima potenza. In questo narcisismo spesso il “moroso” fa confusione tra la sua donna e la sua auto, mettendo al primo posto la quattro ruote. E la storia finisce qui. Una ragazza romana potrà forse passare sopra una scappatella con un’altra donna, ma non sopporterebbe mai di essere la seconda scelta dopo l’Alfa.

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