novembre 30

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Da AdottaUnragazzo.it e ANLAIDS le dieci cose che dovresti sapere ma che non hai mai osato chiedere per una vita sessuale serena e in salute

Milano, 30 novembre 2016 – Domani è la Giornata Mondiale della Lotta contro l’AIDS. AdottaUnRagazzo.it, la piattaforma di incontri on-line dove sono le donne a scegliere, ci tiene – e non poco – alla salute di “adottine” e “orfanelli”. Per questo ha chiesto loro di indicare dieci dubbi che riguardano le malattie sessualmente trasmissibili e, più specificamente, quelli più scottanti. Quelli che, probabilmente farebbero fatica ad affrontare anche con gli amici per il timore di passare da “sfigati”. AdottaUnRagazzo.it quindi li ha raccolti e poi si è rivolta ad Anlaids, l’organizzazione più autorevole in Italia in tema di lotta all’HIV, MST e di prevenzione, per fare chiarezza.

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Ecco i risultati.

1.     Ho paura del test. Preferisco vivere meno ma felice che vivere con una spada di Damocle sulla testa.

Ne sei sicuro/a? Oggi l’HIV non è più il mostro di trent’anni fa. Sapere il prima possibile di essere sieropositivo permette di controllare l’infezione con terapie nuove ed efficaci. Che permettono di avere una vita assolutamente normale e serena. Un paio di dati. Il virus HIV può essere tenuto sotto controllo, tanto da essere quasi non contagioso. E i sieropositivi possono fare figli. Infine, oggi, fare il test è facile e rapido. Con il test salivare in meno di quindici minuti ti togli il pensiero. Nessuno ti chiederà soldi, chi sei, dove abiti o la tua età. Quindi l’unica spada di Damocle è la tua ipocondria: toglitela dalla testa!

2.     Se il mio test è positivo poi come faccio? Se incontro un potenziale partner glielo devo dire?

Non hai nessun obbligo legale di comunicare un eventuale test positivo. Però hai l’obbligo morale di pensare anche alla salute del tuo partner (occasionale o fisso), e in caso di positività devi sapere che sei responsabile della salute dei partner con cui hai rapporti: la tua privacy non deve mettere in pericolo la salute degli altri. Quindi prima di pensare alla malattia e come comunicarla, pensa alla protezione durante eventuali rapporti: la prevenzione è la prima e più efficace arma. Non devi sentirti un untore: con le dovute precauzioni, non metti a rischio la salute altrui. E’ vero, ci sono ancora persone che hanno paura. Comunicare la tua situazione, se te la senti, può aiutarle a fare piazza pulita dai tanti pregiudizi che ancora ci sono. Oltre a permetterti di avere un rapporto trasparente e chiaro fin dall’inizio. Se poi la persona proprio non vuole capire, valuta la possibilità che potrebbe non essere quella che fa per te. E prima di fasciarti la testa, fai il test!

3.     Se mando il mio partner a fare il test ed è negativo posso stare tranquillo/a?

Quanti partner hai avuto prima? E le possibili scappatelle tue o del tuo partner? Comunque non scherziamo! Se sospettassi di avere una qualsiasi patologia contagiosa manderesti qualcuno a fare accertamenti al tuo posto? Le risposte sono ovvie. Il test del partner negativo non è sufficiente per escludere una tua positività: se l’ultimo rapporto è recente, il test potrebbe non vedere ancora un’infezione in fase iniziale. Inoltre: se tu avessi la varicella e il tuo partner non la prendesse, non penseresti che le tue pustole e la tua febbre alta non sono varicella, ma semplicemente che il tuo partner è stato fortunato e non è stato contagiato pur essendo stato in contatto con te, giusto? Il test, oggi, per te e per tutte le persone sessualmente attive e potenzialmente esposte a malattie sessualmente trasmissibili, dovrebbe entrare a far parte del proprio stile di vita. Come qualsiasi check-up a cui ti sottoponi regolarmente senza troppi se e senza troppi ma.

4.     Se il mio test risulta positivo e incontro un partner nella mia stessa situazione possiamo fare a meno del preservativo?

Assolutamente no. Il virus dell’HIV ha molte forme e diversi gradi di aggressività, quindi il sesso non protetto fra persone che sono venute a contatto con esso può complicarne il controllo.

5.     Il preservativo è un ostacolo non da poco durante il rapporto. Posso evitarlo adottando, ad esempio, il coito interrotto? 

Ma no! Anche prima dell’eiaculazione ci possono essere contatti con fluidi biologici portatori di HIV (e di altre malattie sessualmente trasmissibili), e l’atto sessuale in sé comporta dei micro-traumi che favoriscono il contatto tra i fluidi e il sangue. Lo sappiamo, per molti l’esperienza del preservativo può essere limitante. Però anche questo forse è un pregiudizio. In commercio ne esistono diverse tipologie che utilizzano tecnologie sempre più avanzate per ridurre il senso di “barriera”. Addirittura alcuni possono aumentare la sensibilità. Prova a introdurre il “guanto” nel gioco di coppia. Potresti sorprenderti. Potrebbe diventare un alleato del tuo piacere. Proteggendoti non solo dalle malattie ma anche da gravidanze indesiderate. Ah, sappi che anche su questo versante il coito interrotto non è mica tanto sicuro. 

6.     E’ vero che i rapporti orali non sono a rischio?

Ci piacerebbe confermartelo. Ma non è del tutto vero. Il rischio è inferiore ad altri tipi di rapporto ma non è nullo. E aumenta in caso di contatto tra sperma e mucose orali. Ti diamo una dritta. I preservativi aromatizzati o, in caso di rapporti orovaginali, il dental dam: un fazzolettino monouso stile domopak. Ok, non è sexy. Ma come per il preservativo, mica ti mancherà la fantasia e un pizzico di ironia. Ad esempio quel fazzolettino lo usano i dentisti… giusto per darti un suggerimento. 

7.     Io sono giovane e ho gli ormoni “in assetto di guerra”. Quindi non desidero una relazione monogamica ma voglio divertirmi alla grande. Sono più a rischio?

Il problema non è la quantità ma la sicurezza. Divertiti pure quanto e come credi, ma proteggiti. E soprattutto fai regolarmente il test. L’HIV è un virus che non fa distinzione fra i “bravi ragazzi” e quelli più trasgressivi. Chiunque tu sia, prima di farlo, fai un salto in farmacia.

 8.     Se io non pratico il rapporto anale sono meno a rischio?

Il rapporto anale, così come quello vaginale, in assenza di profilattico è ad alto rischio. L’infezione da virus dell’HIV (ma anche da altre malattie sessualmente trasmissibili) avviene attraverso il contatto con i fluidi corporei (sperma, sangue o secrezioni vaginali), ed essendo la mucosa anale più fragile è più elevato il rischio di microlesioni. Ma, ancora una volta, il preservativo è una barriera efficace. E nel caso di rapporti anali non essere avaro nella lubrificazione (ci raccomandiamo a base d’acqua) in modo da evitare rotture: non avrai mica bisogno che ti spieghiamo la differenza fra l’orifizio anale e quello vaginale vero?     

9.     Quando vado in discoteca a volte sono un po’ su di giri: diciamo che “vedo gente e faccio cose”…

Fermi tutti! Innanzitutto dipende da cosa intendi per “su di giri” e cosa intendi per “faccio cose”. L’essere su di giri non è una pratica a rischio per l’HIV, ma se dall’essere su di giri passi all’essere “fuori come un balcone” può diventarlo. L’HIV non ti giudica, ma è anche indifferente alle tue scuse. Per finire, cosa intendi per “faccio cose”?  Se si tratta del noto “limone duro” e tocchicchiamenti qua e là, divertiti alla grande. Se vai su pratiche più hard, cerca di non essere così fuori da dimenticarti il guanto.

10.  A volte mi capita di guardare video porno sul web. Nessuno usa precauzioni di nessun tipo. Anzi….

La pornografia è fiction. E siamo d’accordo che può essere forse utile per accendere la fantasia. Che è esattamente il compito di molte fiction. Ma la vita reale è un’altra cosa. Quindi niente scuse. Fai pure le acrobazie erotiche che desideri ma proteggiti. Anche Batman si butta dai cornicioni e non si fa un graffio. Ma non crediamo tu abbia bisogno che ti si spieghi la differenza fra te e un eroe del cinema.

Detto ciò, sappi che così come a volte gli stuntman a volte cadono e si feriscono ma nessuno te lo viene a raccontare nel film che vedi al cinema, anche la pornografia ha i suoi retroscena: gli attori porno in genere fanno il test regolarmente più volte all’anno, perché il rischio dei loro comportamenti è molto alto, e per alcuni questo rischio si trasforma in realtà.

Finiamo qua. E finiamo con una ulteriore dritta. Questi sono i dubbi che avete condiviso con noi e noi   abbiamo chiarito grazie al supporto degli amici di Anlaids. Però sappiamo che potreste averne molti altri. Quindi vi consigliamo di scaricare l’app di Smartsex o di dare un’occhiata al sito Smartsex.eu che Anlaids ha creato per voi. Troverete tutte le risposte di cui avete bisogno. E se non sono già pronte e servite potete chiederle senza alcun tipo di remora. Loro sono li per chiarirvi “tutto ciò che volete sapere sul sesso ma che non avete mai osato chiedere”!   

Adottaunragazzo.it

AdottaUnRagazzo.it è una vera boutique digitale e una community che raccoglie più di 12 milioni di persone in tutto il mondo. Le donne sono regine dello shopping e hanno la possibilità di selezionare gli uomini che preferiscono sulla base di diverse caratteristiche che ne denotano qualità caratteriali, fisiche e gusti, per poi aggiungerli al “carrello”. Adottaunragazzo.it si diverte, così, a invertire i ruoli nel gioco della seduzione, dove è la donna a fare il primo passo e a decidere con quali uomini parlare, utilizzando un pretesto giocoso come l’adozione dell’uomo per ironizzare sui cliché della società dell’iperconsumismo. Presente in Italia, Francia, Spagna e Polonia, la community nasce sul sito (www.adottaunragazzo.it) e si può consultare anche via App scaricabile da Apple Store e Google Store.

ANLAIDS

Associazione Nazionale per la lotta contro l’AIDS, nasce con lo scopo di promuovere iniziative per la lotta contro l’AIDS, per il supporto alla ricerca, per il sostegno alle persone con infezione da HIV, per la sensibilizzazione della società civile sui problemi psicosociali e assistenziali connessi all’infezione da HIV.

Nel 1989 si costituisce ANLAIDS Sezione Lombarda che oggi opera da oltre 25 anni sul territorio attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva di volontari “formati” e di un’equipe multidisciplinare in grado di far fronte ai bisogni specifici ed attuali delle persone sieropositive.

Il “servizio” è l’elemento principale della mission della nostra Associazione, il nostro impegno quotidiano si concretizza nei seguenti ambiti: ricerca clinica applicata, assistenza psicologica e sociale, prevenzione e informazione, territorio e networking in Europa. 

Progetto in collaborazione con ANLAIDS Sezione Lombarda, la realizzazione di questa pubblicazione non costituisce un’approvazione dei contenuti che riflette esclusivamente le opinioni degli autori, e ANLAIDS non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in essa contenute.

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