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Donne in viaggio di lavoro: in Italia la quota più bassa a livello europeo #AirPlus #BusinessTravel

In Italia il divario tra i sessi riguarda anche le trasferte di lavoro in aereo: solo il 2,2% dei biglietti aerei emessi nel 2013 sono infatti stati destinati a donne, un dato che colloca l’Italia all’ultimo posto in Europa dietro a Benelux (19,9%), Germania (17,5%), Svizzera (15,1%), Paesi Bassi (15%), Gran Bretagna (13,9%) e Francia (10,4%). E’ quanto è emerso da un’analisi compiuta da AirPlus International, società multinazionale leader nelle soluzioni di pagamento e analisi delle spese di viaggio aziendali, su 145 milioni  di transazioni effettuate nel 2013 dalle aziende clienti nel mondo. Le donne italiane, però, quando pianificano un viaggio di lavoro difficilmente lo annullano: nel 2013 solo lo 0,03% ha cancellato la propria trasferta rispetto al 2,84% dell’altro sesso.

“Il fatto che in Italia solo 2 donne ogni 98 uomini volino per lavoro è un’ulteriore conferma del ruolo ancora marginale delle donne in azienda. ll rapporto Eurofund 2013 mette in luce come in Italia esista una segregazione di genere con le donne ancora relegate in ambiti professionali considerati femminili quali i lavori di assistenza, istruzione, pulizie, vendita al dettaglio. E anche se in altri settori la situazione è più equilibrata appare evidente dai dati presentati oggi che nel nostro Paese resta ancora molta strada da fare nella maggior parte delle professioni e dei settori”, ha commentato Diane Laschet, Amministratore Delegato di AirPlus International Italia. “Per altro la scarsa considerazione nella quale viene tenuta la “condizione femminile” emerge anche dall’AirPlus Travel Management Study 2014 che evidenzia come a livello globale questa non venga considerata come una delle principali tendenze che influenzano il business travel. Solo il 30% dei manager intervistati a livello globale considera infatti che l’accresciuto ruolo delle donne in azienda abbia un impatto sulle politiche di viaggio aziendali”.

Secondo una recente indagine OCSE il 47% delle donne italiane lavora, contro il 67% degli uomini, ma il divario tra i sessi aumenta anziché diminuire. Il tasso di impiego femminile italiano resta infatti inferiore a quello della media Ocse del 60% (74% contro 84% per i laureati); i salari pure (-12%). Hanno un impiego part time un terzo delle italiane, rispetto a una media Ocse del 24%.

 

 

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